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Dopo otto mesi
di silenzio e latitanza, un membro del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra,
decide di rompere il silenzio chiamando la società civile di tutto
il mondo a diffondere ed organizzarsi contro la repressione di Stato.
Articolo e audio. Dal momento in cui ti lanciano in questa demenziale carcere planetaria, mascharatamente iniziano la violenza e il terrore di Stato contro tutti gli individui e i collettivi che non si lascino dirigere o sommettere. Il regime repressivo converte gli esseri umani in prigionieri, pretendendo di addomesticare qualunque soggettività , calpestando la più piccola differenza, cercando di fabbricare masse senza criterio proprio. Cercando un controllo sociale sempre più sottile, i/le carcerierx del sistema puniscono esemplarmente qualunque scintilla di disobbedienza, soprattutto se si tratta di comunità disposte a sacrificare tutto ciò che hanno affinchè possa prevalere la loro autonomia, necessaria per continuare ad essere soggetti con un immaginario collettivo comune. Il meschino Stato Federale Messicano, utilizzando i suoi ingranaggi servili, nella storia recente degli ultimi nove mesi aggiunge al suo vergognoso curriculum di sangue e repressione 30 lottatori sociali assassinati (tra Michoacan, Atenco e Oaxaca), un'infinità di desaparecidxs, torture, abusi sessuali, numerosx prigionierx politicx, e molte persone costrette a nascondersi per sopravvivere. Rispondendo alla convocatoria urgente di Adàn Espinosa, uno dei cinque membri del Fronte dei Popoli in Difesa della Terra che si trovano in stato di latitanza a partire dalla criminale repressione vissuta a San Salvador Atenco nel maggio scorso, vogliamo diffondere le parole di questo compagno, appogiandolo nella sua decisione di rompere il silenzio. Con dignità e coraggio esemplari, questa persona esce dalla clandestinità denunciando pubblicamente la sua situazione precaria e insostenibile, chiedendo alla società civile di tutto il mondo che prenda in considerazione le persone che si trovano in questo momento latitanti e sotto ordine di cattura. Adàn è accusato di sequestro, sedizione, attacco alle vie di comunicazione e furto (delitti di cui è accusato per aver difeso la sua comunità dall'attacco poliziesco del 3 e 4 maggio scorsi), e di appartendere all'organizzazione politico-militare ETA (per una viaggio fatto nel 2003 in Francia, accompagnato da un corrispondente del giornale messicano La Jornada, Javier Salinas, e durante il quale partecipò a una manifestazione insieme all'ttivista sociale Josè Bovè). Da lunghi mesi Espinosa vive nascosto, fuggendo da un posto all'altro. E così come racconta: per noi la chiave è la diffusione (...), cerchiamo il modo di mogliore per far si che si diffonda, non abbiamo i soldi per farlo uscire in televisione, però cerchiamo la maniera migliore per diffonderlo... tutto quello che ho dentro mi sta consumando, mi sta torturando, voglio dire che quando sono rinchiuso, perchè non mi posso muovere tanto facilmente, seduto senza muovermi mi riempio di sudore, è un'energia che si sta consumando e fa molto male quest'energia. (...) ci sono dei momenti in cui sto rinchiuso in 4 metri per 4 semplicemente rigirandomi, e qualunque piccolo rumore mi fa trasalire, vedo ombre, e può essere una foglia di un albero (...); fino al rumore di una mosca lo sento, perchè sto in silenzio, solo e con i cinque sensi al massimo (...). Non mi spaventa che mi prendano, non mi spaventa che mi torturino, perchè la prima volta sono stato colpito molto, la seconda volta non tanto però sì, sono stato colpito, beh, ormai che mi aspetto, solamente che mi uccidano, non c'è¨ nient'altro, non c'è nient'altro e non mi fa paura, però la cosa più importante è che lo diffondiate. â€� L'apparato statale, generatore di miseria e sofferenza, timoroso di perdere il suo status privilegiato, pretende di destrutturare quelle comunità organizzate ancestralmente, imprigionando i loro liders morali, utilizzando metodi marziali per seminare il panico e l'immobilità . Però, così come ci dimostra il passato, la repressione e il castigo infondono nelle popolazioni maggiore coscienza e maggiore necessità di organizzare la rabbia e l'impotenza. Persone come Adàn Espinosa non saranno decimate per qualsiasi ambizioso piano politico-economico. Nè la carcere quotidiana che vive, nè nessuna prigione formale riusciranno a cancellare lo spirito che ormai vive in ognunx di noi. Siamo in debito con tutte quelle persone che con la loro lotta stanno ribaltando lo stato delle cose, nonostante questo significhi mettere in pericolo la propria integrità e quella della propria famiglia. Grazie Adà¡n per il tuo coraggio e il tuo esempio. Per ascoltare l'audio della testimonianza: http://images.indymedia.org/imc/chiapas/a/atenco.ogg |