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RAPPORTO DELLA DELEGAZIONE
INTERNAZIONALE PER I DIRITTI UMANI ALLA PENISOLA DI ZACATE GRANDE,
Honduras-settembre 2006 Antecedenti:
L’isola di Zacate Grande è parte dell’arcipelago Honduregno nel Golfo di Fonseca, Oceano Pacifico, appartiene al municipio di Amapala, dipartimento del Valle, nel sud dell’Honduras. A metà degli anni ’70 l’isola è stata unita alla terra ferma attraverso la costruzione di una strada per rafforzare la rete di commercio dei grani basici e soprattutto dei frutti di mare: gamberetti, pesce fresco e secco e molluschi. Per tanto l’isola è diventata ciò che oggi conosciamo come la Penisola di Zacate Grande. A partire dal 1990, vari capitalisti nazionali, vincolati agli affari col governo e all’esportazione di gamberetti e meloni, si sono stabiliti nella penisola scegliendola come luogo adatto per la costruzione di lussuose ville estive e per il controllo dell’industria del gamberetto che si è estesa nei dintorni. Questo gruppo di impresari che gestiscono il potere politico ed economico del paese, è conosciuto da allora come il Club di Coyolito. Lo stesso ex presidente Callejas e altri funzionari dello stato hanno costruito case di villeggiatura nella zona. Questi capitalisti hanno ottenuto terre nella zona in molti casi comprandole a prezzi irresistibili; senza dubbio, nella maggior parte dei casi gli acquisti sono avvenuti in seguito a minacce velate o esplicite ai proprietari originari. Nella misura in cui cresceva l’accaparramento, molte famiglie hanno dovuto vendere le terre perchè si trovavano isolate in mezzo alle nuove proprietà. Tra i principali accaparratori della penisola c’è Miguel Facussé, importante investitore nazionale, che possiede imprese agroindustriali in diversi paesi del Centro America e dei Caraibi. Originariamente la terra si considerava di proprietà nazionale, anche se esiste un antico litigio per il suo possesso tra gli eredi di Terencio Sierra, che è stato presidente della repubblica nei primi anni del secolo scorso. I titoli che presentano questi eredi non hanno potuto essere comprovati come autentici, visto che si suppone come padrone di tutte le isole il signor Sierra, i suoi figli però sono nati nella vicina repubblica del Nicaragua, cosa che gli impedirebbe di ereditare in virtù del fatto che, conforme alla costituzione del 1906, solo honduregni di nascita possono possedere terre vicino alle coste. In più le famiglie che ci sono ora stanno occupando le terre da più di novant’anni, non solo coltivandole, ma anche stabilendoci centri abitati. In seguito ad un percorso per la penisola visitando le comunità del Movimento di Recupero e Titolazione della terre di Zacate Grande, denunciamo i fatti seguenti: · Le 800 famiglie che vivono sulla Penisola hanno il possesso naturale della terra, ma non hanno documentazione legale. Con gli anni si sono viste private delle loro terre da parte dei soci del Club di Coyolito, essendo rimaste senza accesso alla maggior parte delle spiagge della penisola e a gran parte della terra coltivabile. Per la maggior parte gli abitanti non hanno un titolo di proprietà sui appezzamenti sui quali vivono nè su quelli che coltivano. In più, dal momento che la pesca non è sufficiente per soddisfare le loro necessità alimentari, hanno bisogno di terra coltivabile e aree per sviluppare progetti turistici comunitari. · La popolazione originaria della penisola è vittima di violazione di diritti economici e sociali, specialmente il diritto all’alimentazione, poichè i grandi prorprietari, una volta appropriatisi della terra, hanno impedito con recinzioni, gruppi di sicurezza privata, minacce, processi giudiziari e proibizioni municipali, l’accesso ai luoghi per la semina dei grani basici e ai banchi di pesca artigianali. · La lotta degli abitanti originari per il loro diritto alla terra, casa e alimentazione ha causato un’ondata di repressione contro loro stessi e i loro dirigenti, portando il 13 aprile 2005 alla carcerazione di 12 dirigenti della Direzione generale per il recupero e la titolazione delle terre della penisola di Zacate Grande con l’accusa di danni all’ambiente, alla proprietà privata e al governo dell’Honduras. · Dopo la liberazione dei 12 dirigenti, nel mese di aprile del 2005 si è instaurata una tavola di negoziazioni tra la Direzione Generale e rappresentanti legali di Miguel Facussé Barjum. L’accordo frutto del negoziato contempla la titolazione di 214 richieste di titoli individuali e di 4 titoli comunitari per un’area totale di 190 ettari. Fino a questo momento l’accordo non è stato rispettato, sono stati consegnati solo 126 titoli individuali, escludendo le richieste di titolazione individuale e comunitaria delle comunità di La Flor, Puerto Grande e la Pintadillera. Vale a dire che sono state consegnate solo le terre che non sono di interesse economico per i soci del Club di Coyolito. · La famiglia Cruz Sánchez, nativa della penisola di Zacate Grande, avendo dal 1982 il possesso del suo appezzamento di terra sulla spiaggia Las Gaviotas, è stata vittima di uno sgombero forzato da parte di circa 30 poliziotti il giorno 18 dicembre 2003. Durante lo sgombero sono state distrutte tutte le loro coltivazioni e la loro umile casa. Il 4 marzo 2004 la coppia Carcamo è stata incarcerata con l’accusa di usurpazione. Il 2 aprile dello stesso anno, dopo aver pagato una sproporzionata cauzione di 20.000 Lempiras (ca. 900 €), German Carcamo Luz e Narda Ofelia Sanchez, hanno avuto la libertà provvisoria. Il giorno stesso la corte d’appello rese pubblico il suo errore sul caso dei Carcamo affermando che questi non avevano commesso il delitto di cui erano stati accusati e per cui erano stati sgomberati e incarcerati. Lo sgombero è stato fatto per gli interessi su questa parte di spiaggia della famiglia Nasser Facussé, protetti dal nome “Empresa construccion de Finanzas, SA de CV”, argomentando che il terreno dove vivevano i Carcamo apparteneva ad una persona a cui i Nasser Facussé l’avrebbero comprato. Attualmente in questa spiaggia c’è un hotel e si stanno costruendo altri edifici. · L’intimidazione a dirigenti della Direzione Generale non è finito, in particolare si denuncia la persecuzione nei confronti di Héctor Torres Rivas della comunità de La Flor. · Il signor Miguel Facussé ha causato danni continui agli abitanti della penisola: 1. Per la costruzione di un allevamento di gamberetti sono stati tagliati vari ettari di mangrovie basse e molti uccelli hanno dovuto fuggire, mentre la parte di mangrovie alte è stata privatizzata. In più l’installazione di una recinzione per il settore di spiaggia Julian sta violando il diritto alla libera circolazione degli abitanti della comunità di Puerto Grande. 2. L’appropriazione dell’Isla de Tigitos, dove vivono molte specie marine. Facussé ha privatizzato l’isola e con la costruzione di un viale l’ha trasformata in una penisola, distruggendo l’habitat degli animali. Guardie armate negano l’accesso ai pescatori. 3. Caccia indiscriminata di cervi coda bianca da parte di Mauricio Facussè Saenz, figlio di Miguel Facussé, mentre agli abitanti si proibisce la caccia di tutte le specie animali compresi i “garrobos” che molte famiglie hanno utilizzato per anni come medicina e per l’alimentazione. 4. Pressioni e minacce costanti perchè le famiglie che ancora hanno qualche proprietà, le vendano a basso costo. Date le denunce sopra citate manifestiamo quanto segue: 1. Che le azioni di recupero delle terre di varie comunità che fanno parte della Direzione Generale di Recupero e Titolazione delle Terre della penisola di Zacate Grande, sono atti legittimi degli abitanti originari della penisola perchè siano rispettati i loro diritti alla terra, all’alimentazione e a una casa dignitosa. 2. Che le azioni mediatiche contro gli abitanti, che li dipingono come distruttori dell’ambiente naturale, vanno interpretate come una campagna di discredito nei loro confronti da parte di alcuni soci del Club di Coyolito, con il proposito di giustificare le approprazioni di terre che appartengono alle comunità e agli abitanti originari della penisola. Esigiamo: 1. Il compimento degli accordi nati dal negoziato tra i legali di Miguel Facussé Barjum e la Direzione Generale di Recupero e Titolazione delle Terre della penisola di Zacate Grande. 2. La titolazione immediata delle 900 richieste presentate da tutte le comunità della penisola. 3. Che finiscano le azioni repressive contro i e le dirigenti e abitanti delle comunità della penisola di Zacate Grande, in particolare contro il signor Héctor Torres Rivas. 4. Che si riparino i danni materiali e sociali che ingiustamente ha sofferto la famiglia Carcamo, in più chiediamo al giudice di Amapala che adotti misure pertinenti per ristabilire il possesso della famiglia Cruz Sanchez sul terreno nella spiaggia las gaviotas. Honduras, 17 settembre 2006 Collettivo Italia-CentroAmerica, CICA www.puchica.org, honduras@puchica.org più informazioni sul Movimento di Zacate Grande |